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Come funziona lo scanner della stampante?

Gli scanner sono una parte indispensabile dell'attrezzatura degli uffici aziendali o domestici. Le ragioni sono più o meno chiare. Che siano integrati in una pratica stampante multifunzione, abbiano la forma di un elegante dispositivo portatile destinato a un uso occasionale oppure di una massiccia struttura di scanner piano da tavolo, svolgeranno sempre il loro lavoro al 100%.

Gli scanner oggi non hanno davvero bisogno che facciamo loro PR in alcun modo. Tuttavia, non possiamo fare a meno di menzionare che questi potenti dispositivi, utilizzati per acquisire un originale con testo o immagini e convertirlo successivamente in formato digitale, oggi sono in grado di scansionare diversi tipi e formati di supporti rispetto al passato, occupando al contempo solo uno spazio minimo in ufficio.

Oltre ai classici originali cartacei, possiamo quindi scansionare in sicurezza, modificare ulteriormente, inviare via e-mail o pubblicare su siti web vari supporti di diverse dimensioni, inclusi opuscoli, riviste e libri. Naturalmente, il problema non riguarda nemmeno i documenti contabili, le carte di credito, i biglietti da visita o anche i documenti laminati, come ad esempio le carte d'identità, le patenti di guida o i passaporti. Tanti elogi agli scanner attuali sono più che sufficienti, perciò nelle righe seguenti vogliamo concentrarci piuttosto su come funziona lo scanner della stampante.

Senza una scansione di qualità dell’originale non sarà possibile

Un criterio importante dello scanner è la risoluzione di scansione, la velocità e le possibilità di collegamento al computer.

Tuttavia, affinché il risultato sia perfetto, non possiamo trascurare nemmeno una scansione di qualità dell’originale.

Il requisito fondamentale per una riproduzione precisa dell’originale rimane un’illuminazione uniforme del documento su tutta la sua superficie, tuttavia con lo sviluppo degli scanner sono cambiati i mezzi per ottenerla. Mentre fino a poco tempo fa l’illuminazione dell’originale avveniva di norma solo sotto la guida di una lampada a catodo freddo (lampada a scarica fluorescente), attualmente gli scanner utilizzano ampiamente la tecnologia CIS, che per l’illuminazione dei documenti impiega LED ad alta luminosità collocati in una testa mobile comune accanto agli elementi di acquisizione.

Il vantaggio di questa soluzione è la già menzionata illuminazione uniforme su tutta la larghezza dell’originale acquisito. Gli scanner con tecnologia CIS per l'illuminazione e l'acquisizione dell'originale offrono inoltre dimensioni più compatte, ingombri ridotti e una maggiore resistenza. Vale la pena notare anche il loro prezzo. È però anche vero che, rispetto agli scanner dotati di lampade catodiche – lampade a scarica che producono una luce intensa – gli scanner con illuminazione basata sulla tecnologia CIS si distinguono per una sensibilità leggermente inferiore, che può manifestarsi soprattutto nell’acquisizione di sottili sfumature di colore. La qualità dell'output dello scanner può naturalmente essere influenzata soprattutto dalla risoluzione ottica dello scanner.

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Elaborazione dell'originale e conversione dell'immagine

Dopo l'illuminazione del documento, entrano in funzione i sensori CCD o CIS. Come abbiamo già accennato sopra, gli elementi di acquisizione negli scanner con tecnologia CIS sono posizionati proprio accanto ai diodi di illuminazione. Il meccanismo di illuminazione e di acquisizione si sposta così gradualmente insieme lungo l’originale e acquisisce una riga dopo l’altra.

Il sensore CCD è invece parte della tecnologia classica degli scanner, che utilizzano una combinazione di lampada fluorescente e sistema ottico per illuminare e acquisire l’originale.  Torniamo però ai sensori. Questi elementi dello scanner acquisiscono innanzitutto la luce riflessa dall’originale negli spettri rosso, verde e blu e poi, in base alla sua intensità, la convertono in un segnale elettrico. Questo viene poi valutato e, in base alla sua intensità, convertito mediante un convertitore analogico-digitale in un valore digitale per ciascuno spettro cromatico.

I file di pixel vengono inviati al computer, dove vengono poi organizzati nel formato appropriato. I file di testo o grafici scansionati possono essere ulteriormente modificati, inseriti nei documenti, inoltrati via e-mail o pubblicati sulle pagine web.

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